Una Voce
Giuseppe Buro
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Accade che un giorno mi svegli
sul tardi, sono solo non sento nessuno,
m’affaccio e guardo lontano,
vedo il lungo viale, vedo le foglie.
Senza più suoni d’intorni, è come
fosse già tutto morto, poi odo dei passi,
guardo e non vedo nessuno.
Sarà forse la mente che percepisce
strane presenze, mi siedo sul letto,
penso al mio sogno, è strano, sognare
il mare su un’alta montagna.
Rifletto e mi alzo, mi sento chiamare,
è la voce di mamma che sento vicino,
mi chiama "piccino".
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L'autore
Giuseppe Buro
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s+ f (Matilde Marcuzzo)
Commenti (1)
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Matilde Marcuzzo23 marzo 2018
bella... ammirata... fenomenale... per contenuto per chiusa. per descrizioni...

