Incertezza
Giuseppe Buro
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Inizio col dire, inizio col fare, inizio
con l’azzurro del mare a pregare,
come se fossi un eremita, un monaco,
un beduino che isolandosi ama.
Incomincio col chiamare il vento,
la nebbia che non sento, mio fratello
che è morto appena nato, mio nonno
che non ho conosciuto.
Sento l’orgoglio di chi vuole saldare
il successo dell’avere, con chi non ha
nulla da dare, e ti penso solo se guardo
l’infinito, se guardo il mare.
Arranco lo scoglio ma scivolo in fondo,
e mi appari distesa come vela al vento,
sei canzone solare, un ultimo sguardo
ed ecco che l’incertezza ritorna.
©
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L'autore
Giuseppe Buro
Commenti (1)
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Galante Arcangelo9 aprile 2018
Un denudarsi psicologico ed emozionale spinge l’autore ad abbracciare percezioni coinvolgenti, tali da donargli l’incertezza di non essere compreso, e quindi, nell’inutilità di continuare a sperare, nel desio di amare. Una sentimentale riflessione su di un importante atteggiamento, che pare mettere in discussione i dubbi sulla continuità di un rapporto col mondo. Testo introspettivamente bello, ove, i tanti lettori, possono specchiare le proprie questione personali, inerente il tema affrontato. Lirica di interessante lettura!

