Affondi nella linfa
Elisabetta Randazzo
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Perché rubarti l'anima
se ormai la sento in me...
Sono calici le mie labbra.
Mi offro a te
come una rosa sradicata
in una terra vergine.
In uno spasmo di possesso
inchiodando gli sguardi
bianche colline
riempiono le mani,
pilastri che immobilizzano
il tuo dorso.
Sul cuscino ombre di capelli
oscillano come rami
vene attorcigliate
che gridano di sangue.
Affondi nella linfa oscura
odorosa...
T'avventi come un ciclone.
Pensieri primitivi
s'imporporano
come felini
lacerano le carni.
Respiriamo ancora il buio
assetato e gravido di noi
e ne cogliamo i residui.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Elisabetta Randazzo
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (3)
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Clhoe Miu27 novembre 2007
davvero bellissima, intrisa di passionalità, ricca di immagini intense quanto delicate nella loro eleganza!
Alessandro Castellarin27 novembre 2007
A volte basta un attimo per scordare una vita ma a volte non basta una vita per scordare un attimo... Tutta la passione dell'Autrice in questi raffinati versi. Molto bella!
Francesco Luca27 novembre 2007
bellissima, intensa e passionale solo come l'autrice riesce a fare



