Disperante
Stefano Acierno
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Le albe lente
da sere uguali,
lei,
che non ho,
scandisce la mia vita.
Fugace dono
ai miei sensi,
un soffio di voce,
carpito,
ne rivela il mondo.
E ne rincorro,
in un sussulto,
al solito,
lo sguardo,
perso in quella andatura.
Poi quelle labbra,
un rigo in rosso,
per un brano di gioia,
vive di un fremito
e rutilanti,
schiudono sempre,
io che brancolo,
dalla chiostra bianca,
come un’onda un sorriso.
Tal che vaghi tra fiori e tramonti
come a ripetere cose
senza senso
ma musicali.
Negli occhi, che sanno di lontano,
perle screziate di cielo e smeraldo.
La pelle d’ambra
e i gesti che vanno leggeri
come nuvole in volo...
Così lei è disperante,
cioè il mio groviglio,
il mio non so perchè,
il fiume che mi trascina inerte,
dove affogo ogni giorno.
E ha traversato,
di me,
le notti dure,
i risvegli strani
e
la mia strada,
sempre intercettando l’anima,
prostrandola
incatenandola ad un’apparizione
come una farfalla in pieno sole.
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Stefano Acierno
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