Pronunciando il tuo nome
Andrea Palermo
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Cosa mi spinse ad amarti...
Era forse, il sussulto svanito nell’onirica fragilità della tua immagine,
ostinatamente plasmata dietro le mie palpebre.
L’andare oltre, come un acquerello che invano si dissolve,
sapendo che continuerà a vivere, nello smarrimento armonico dei colori.
O lo scorrere delle ombre, frapposte alla gracilità della luce, quando...
l’attesa si confonde nello stesso medesimo istante.
Chi non ha mai desiderato di recidere una rosa di marzo,
che cerca riparo dal vento, quando ancora la rugiada vive racchiusa nel suo cuore.
T’ho immaginata amore mio, nel sussulto dei respiri vitrei che si distaccano
dalle mie labbra e danno un senso al silenzio.
E pronunciando il tuo nome distolsi la solitudine, lo resi indelebile sulla mia anima,
per valicare l’immortalità e sospesa ad essa non morremo...
...ora so’, cosa mi spinse ad amarti.
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L'autore
Andrea Palermo
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella e profonda (Silvie)
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