A tre passi il Mare
Giuseppe Buro
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Spazia nell’aia la mente e nessuno
s’accorge di niente, neppure un
lamento uno schiocco, è dormiente
come chi non pensa a niente.
Potessi parlare direi parole care
ecco cosa direi, stella lontana tu
che conosci il bisogno dai vieni qui,
dammi la mano, raccogli le once.
Pepita rara sono anni che son qui
eppure non ci siamo parlati, siamo
due rarità in questa immensità,
miniere in un deserto senza più
una goccia d’acqua.
Buona serata, anche se non ti vedo
riesco a sentire il tuo fiato, il luccichio
degli occhi sovrastano la visuale,
abbagliano questi bisogni che non
sono sogni.
Sono soggetto a sentire il canto
a guardare la sirena che nuota in questo
sperduto mare, al nascondere gli occhi.
Piccola stella che di luce ti ammanti
fammi sapere il tuo bisogno.
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Giuseppe Buro
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