Ringhiano
Stefano Acierno
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Schianti
e macchie di sangue
punteggiano il tempo.
Segno di lacrime
le rose sul ciglio
poste ad appassire,
lungo la strada
si dipana la vita.
Fendono l’aria
trasognati ragazzi,
gente di fretta
uomini indaffarati
e così le donne,
a volte estatiche,
leggere o assorte,
e vecchi
che vi recano un peso.
E grondano,
tutti,
pensieri
e storie.
E a volte colorano
di rosso l’asfalto
intrappolati in una giostra cieca
o quando gli adolescenti,
sventati o sballati,
forti di un’armatura
frangono loro
e se’ stessi
col ferro.
Oppure quando
fanno irruzione Loro,
i beceri,
mostrando i denti
e l’insulto,
ignorando,
inestimabile,
l’altro.
Loro
egocentrici
che deprezzano il mondo.
Perché l’auto è un’arma
appendice dell’anima
grimaldello del mondo,
e rivalsa
a scacciare i pensieri,
dare stura ad un urlo
a sondarla
la vita,
insicuri di averla
una vita.
Correndo.
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Stefano Acierno
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