La Ragione del Niente
Giuseppe Buro
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L’ho conosciuta in primavera,
quando si fa bello il canto degli uccelli,
e lo splendore dei fiori emana un magnifico
odore.
Costantemente le scrivevo strofe di poesie,
le raccontavo di me, di tutta la mia vita,
di come desideravo illudere me stesso,
di come la vita non finiva col giorno.
I giorni erano per me illusioni vane,
come il tempo quando c’è vento e il lamento,
è l’ascolto dell’esistere e il vento stesso
è lamento.
Ma l’amore non è mai sprecato, si divise
come le rondini quando volano d’intorno
e il cielo piange, come il destino che non molla.
Ma la speranza era come vana, faceva
del giorno rametti di margherite e li contava,
era la cosa che le dava contegno, come il cuore,
che pulsava all’unisono col mio.
A volte la vita dà degli addii e lei partì, come
a raggiungere senza motivo il cuore, la ragione
del tutto e del niente.
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Giuseppe Buro
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Bellissima poesia Pino, complimenti!! (Emilia Otello)
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