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Sociale 9 giugno 2018 · lettura 3 min · 1275 letture

L’umana recriminazione di una prostituta

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Io faccio la puttana da vent’anni, gli uomini mi chiamano: “Chiappona” perché il mio sedere è molto grosso e dicono che sono troppo “bòna”! Iersera un camionista di passaggio voleva farlo sopra all’autotreno, mi sono rifiutata! Questa gente è veramente strana e senza freno! Un vecchio m’ha portato a casa sua, voleva solo un po’ di compagnia, la moglie gli era morta l’anno scorso, soffriva tanto di malinconia! Un giovane che s’era innamorato, voleva riscattarmi al protettore per togliermi dal far la prostituta, diceva che mi amava con il cuore ...! Che brutto “lavorare” per la strada, è il più sconcio mestiere della vita, col rischio d’incontrare qualche pazzo che mi lascia per terra tramortita! La settimana scorsa una collega è stata minacciata col coltello e dopo averle dato un pugno in faccia le han rubato i soldi dal borsello. A far la vita della prostituta è diventato assai pericoloso, perché ci sono troppi delinquenti in giro con una fare minaccioso! Per il problema delle case chiuse non son d’accordo solo pel motivo che lì ci fan pagare le marchette e il ricavato se ne va in passivo! Ci vogliono sfruttare oltre misura con la scusante di far pulizia, ci vogliono tassare, non gli basta vessarci con decreti alla follia! “Battiamo” per la strada con il rischio di essere ammazzate ogni momento, quei soldi che facciamo con il sesso ci costano una vita di tormento! Purtroppo siamo in ballo e non possiamo cambiar di punto in bianco tutto quanto, sfidiamo la paura con il buio e lavoriamo con il cuore affranto. Le macchine che passano veloci con gente sempre pronta a malignare non c’hanno mai scalfito nell’orgoglio, è facile in quel modo giudicare! Non sanno che nel corso della vita siam state spesse volte violentate da uomini malvagi e prepotenti, nessuno c’ha difese ed aiutate! Svolgiamo il nostro misero mestiere con garbo ed assoluta gentilezza per rendere ogni uomo soddisfatto, invece poi ... ci lascian l’amarezza! La società civile ci condanna, ma noi non diam fastidio a chicchessia, cerchiamo di nasconderci ogni volta che viene a controllar la polizia. Dobbiamo far mangiare i protettori, perché noi siamo schiave d’un contesto di malavita, se ci ribelliamo paghiamo con la vita il nostro gesto! Bisogna avere un po’ di comprensione per queste donne tanto sfortunate che rischiano la vita ... sul lavoro ... e sono sempre offese e maltrattate!
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Parlare di un argomento tanto scottante non è affatto facile, ma qualche volta bisogna pur farlo, la vita si snoda in miliardi di fatti e questo è uno di quelli che seppure scabroso l’ho affrontato in chiave popolare, senza parlare direttamente di ciò che avviene all’interno di un contesto sessuale, ho solo voluto esprimere il pensiero di una donna che si sente emarginata dalla società.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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