Alluvione di Sensi
Giuseppe Buro
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La tua voce lievita dolcemente e brucia
la geografia della mia pelle, come bianca luna,
i torrenti sono asciutti e le montagne svettano
dal mare, ah le tue mani.
Dal viale appare l’incavo dei passi e
la carezza mi manca, il seno come
vulcano erutta lapilli di dolce incanto.
Gli argini non contengo l’armonia che sprofonda
in una palude di argilla, le dita guizzano e
sulla pelle è tormento e grazia, dimmi le parole
che tu vuoi.
Il ventre incastona il verbo ora siamo uno,
l’abbraccio da un senso al movimento e
l’alluvione senza sosta fa straripare il ripido
ruscello, la lingua transita sicura, espone
fantasie sulla tua carne.
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Giuseppe Buro
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