Inverno a Venezia
Sale l’onda a lambire le allegorie del dì pingue,
una lacrima dipinta cela un istante
breve quanto l’eco del tonfo di un remo,
infinito quanto il mare.
Con la nebbia riflessa fin dentro i canali,
di calle in calle, sopra i ponti
(proscenii di mille e una commedia)
si replica la farsa dell’amore o della vita.
Come rena in balìa della risacca
il profilo caduco di una comparsa
già si defila con il riflusso,
nell’istante d’un grido di gabbiano.
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