Realtà concentriche
Arcobaleni cinerei, monocolori,
occludono l’orizzonte,
l’occhio scruta invano la vetta
e l’ombra equinoziale
del tardo autunno
lambisce sinuosa il tempo,
preludio ai molti inverni.
Quali artifici
dovrai allora inventare
per contenere il microcosmo
entro la circonferenza
tracciata dal bastone
usato a mò di compasso?
Perché tutto dev’essere polarizzato
nel serraglio circonferenziale
della realtà...
Dove i campanili
sono metafore della solitudine,
la tradizione forziere vuoto
della memoria
e i pensieri archetipi
più lievi della pomice,
là nulla muta,
come se la galaverna
avesse già steso
il proprio manto...
Il rumore è solo l’eco
del tuo passo,
e la caligine ottunde
atomi di libertà.
©
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