Tu, che m'invadi le notti
Avventandomi
su quel lembo di aria
che ti soffia
sul ventre
(disegno a lingua sciolta
le rime disposte a cerchio sul cuore)
Desiderio d’ardente meraviglia
che all’alba si fonde
chiudendomi gli occhi
con sussurri smarriti
(affogo la notte nella mia gola
nell’avvezzo tuo parlarmi)
Spalmandoti avida
le parole
del mio labbro grondante
di liquidi tuoi
(tu che m’invadi le notti
disegnandomi sfiati)
Raggrumando in follia
il mio pensarti
e in fiume il mio berti
(nell’indecente sentiero
che di corde mi lega)
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Commenti (1)
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Alessandro Castellarin15 dicembre 2007
La passione intellettuale dell'autrice richiama sensualità ai limiti del pensabile! Molto bella.
