Il tormento
Paolo Ursaia
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Ombre notturne,
rotte da lumi diffusi,
ch’illuminano
tragici modelli viventi,
travestiti di sacralità;
nel mezzo d’una breve
raminga esistenza,
racconti lo strazio
nello sguardo
d’un’assorta madre,
malinconica nel rimirar
non la gioiosa festa
d’una nascita,
ma il tragico epilogo
d’un destino già scritto.
Le fan corona,
l’attonita attesa d’un angelo
senza spazio né tempo,
i dubbi d’un uomo che si volge
a fuggir misteriosa paternità.
Storia d’umano e divino,
tra mistero e realtà,
d’un disperato talento
senza pace,
nemmeno nell’opera sua.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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M
Mara6015 dicembre 2007
Dotta trattazione del tema proposto, armoniosa, drammatica, da leggere in un sorso, e poi rileggere, più lentamente. Un fuoco, che arde.
Alessandro Castellarin15 dicembre 2007
Il compiersi della volontà di rappresentazione del Caravaggio ricamata alla perfezione!

