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Uomini 2 febbraio 2019 · lettura 1 min · 1021 letture

Risuona un blues (a Cesare Pavese)

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Corre la morte ferma la morte usa la morte, ama la morte insonne blues che a morte avvolge. Il male cominciò con me seduto/sul sofà il male più profondo il male (l’innocente), un Last Blues, to be read some day sotto costellazioni nostre spezzato di passato, soffio di fuoco nella ruota -che cambiano gli attori gli inizi, le destinazioni e uguale la dolcezza vibra. È un sax dopo il finire del fragore rauca mia solitudine che sale per le Langhe morbide voce scoperta come follia nell’essere se stessa implora carezze e sa del non ritorno, se il cielo infine pesa e scioglie il grido.
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* Da “Il blues dei blues” in Ciau Masino, Cesare Pavese (1932) ** Last Blues, to be read some day, titolo dell’ultima poesia di Pavese (1950) Poesia pubblicata nella rivista Euterpe n. 28, febbraio 2019

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Si libra, Pavese, sui tuoi bellissimi versi... (Lia)

Magnifica Rita! (carla vercelli)

Molto apprezzata RITA! Complimenti Un caro saluto! (Giovanni Ghione)

grande poetessa un inchino a questa lirica S con p (carla composto)

veramente d’impatto, (Paola Riccio)

Commenti (5)

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Antonio Terracciano2 febbraio 2019

Questa poesia ha il merito di farci ricordare la tragica fine di Pavese che, sembra suggerirci la poetessa, forse non sarebbe avvenuta se egli non fosse stato il pioniere, in Italia, della letteratura e della cultura americana, portatrice anche delle cupe e mortali atmosfere del blues. Per giunta, egli s’invaghì della bellissima e forse per lui irraggiungibile Constance Dawling, cui è senz’altro dedicata quell’ultima poesia alla quale accenna la poetessa, "Last blues, to be read some day", che sono andato a rileggere dopo quasi cinquant’anni, e i cui pochi versi, scritti l’11 aprile 1950, sono molto indicativi del suo insano proposito (l’ultima quartina è: "Some one has died / long time ago / some one who tried / but didn’t know") .

Fadda Tonino2 febbraio 2019

Alla poesia avrei cambiato soltanto quel ripetersi di morte, cambiandolo con amore, ed avrebbe tutto un altro senso.

carla vercelli2 febbraio 2019

"Il male cominciò con me seduto sul sofà" fa dire Pavese a Masino, il protagonista del suo romanzo giovanile, però uscito postumo, "Ciau Masino", "...seduto ad ascoltare un blues..."gaiezza americana" precisa Masino- Pavese " ma sentirlo ripetere...". Lo stile delle poesie di Pavese è asciutto e scarno, con continui rimandi dal paesaggio interiore a quello esteriore e viceversa, ripetitivo ma con sempre nuove sfumature, proprio come in quella musica americana che tanto amava. Si rimane affascinati da tanta lucida e cruda bellezza su temi che lo ossessionavano, come quelli del contrasto fra la cultura contadina e quella metropolitana, del male di vivere e della morte Una splendida, toccante disamina poetica su Pavese quella di Rita Stanzione!

Giovanni Ghione2 febbraio 2019

"rauca mia solitudine che sale per le Langhe morbide " questi versi splendidi inquadrano la figura e la personalità di Cesare Pavese che ha saputo leggere nella civiltà contadina di quella terra la storia i rapporti sociali. Pavese sensibile Poeta di "Lavorare stanca" scrittore e traduttore vincitore al Premio Strega. Pavese innamorato : "Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi e igatti lo sapranno"! Elogio!

carla composto3 febbraio 2019

poesie bellissime ricche si sensazioni forti che ilpoeta ci ha generosamente lasciato, bella questa lirica che lo ricorda un vero piacere leggerla elogio alla sempre valente poetessa