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Dialettali 28 febbraio 2019 · lettura 1 min · 1745 letture

Zitella morte

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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E ‘n quanto a te zitella morte ar cimitero ner tu vaso manco ‘n petalo solo. Io l’ho portato. Poi me so fatto ‘na risata a vedè li occhi tuoi guardà stò fiore ‘nnamorata. T’ho sfidata e, a li mortacci tua presto l’ho pagata. Ora qui ne’ a fossa der bono e der cattivo er macero dell’ossa è norma, nun spaventa. Certamente sgomenta senza de’ ‘n Dio l’essenza l’ingiusta equivalenza l’eterno azzeramento senza risarcimento tra ladro e derubato, tra boia e assassinato, de l’umana stagione l’iniqua conclusione.
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Il testo in vernacolo romanesco è come una sfida scanzonata alla morte (zitella perché chi la sposerebbe?) che appare scanzonato in quanto, tra le altre cose le dico "a li mortacci tua", ma in realtà ha dei contenuti profondi.24 ottobre 2019
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Commenti (3)

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Marinella Fois28 febbraio 2019

Sempre un piacere leggere i tuoi versi in vernacolo, riesci sempre a farmi sorridere. a li mortacci tua!

Grazie Marinella, pensa che ho detto "a li mortacci tua" alla morte e l’ho chiamata zitella perché chi se la sposa? Però credo che tu non abbia compreso il significato della seconda parte, pur da ateo auspico la presenza di un giudice "senza de’ ‘n Dio l’essenza" che punisca o gratifichi ciò che ciascuno di noi ha fatto nella vita.

Stefana Pieretti1 marzo 2019

un fascino particolare bella divertente in vernacolo bravo poeta! Complimenti!