Siria

Gettandomi nell’abisso
risucchio il vuoto
e mordendo un sogno
mi abbevero
del mio piccolo mondo.
Ho costellati i miei capelli
di petali leggiadri
che sfoglio in un dialogo
verso il mio amato mare.
Sono colei che non si ferma
e nel mutamento
divengo altro
e in altra carne
mi tramuto.
La mia pelle brama
e del silenzio la pena
che si alza in volo.
Così dell’universo cinguettio
un baleno
come lo storno in terra
si sfama moribondo
del suo chicco di grano.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
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