"... in un groviglio di reti "
Andrea Palermo
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C’era il mare nel suo destino,
perché nel lato opposto di quel viso avrebbe
dimorato il sole,
così amava farsi ritrarre prigioniera in un rituale antico,
che nell’immensità la rifletteva spoglia.
L’irruenza del nostro amore, prepotente,
si aggrappava alla limpida calma in quello specchio d’acqua,
e cancellava la memoria delle nostre orme
facendoci vacillare il cuore,
e le nostre vesti si esiliavano nel volgere del vento.
Dio ti guardava con i suoi occhi,
placare le onde con le mani,
immerse nelle pieghe incompiute di turchese
che oscillavano lente, per non lasciarsi affondare...
e sfiorandoti si tiravano su, ed ancora su...
...come in un groviglio di reti tormentate
che sanno di doversi stringere per non lasciarsi sfuggire,
l’illusione di un dono, che dalle profondità delle nostre paure
ti faceva emergere come riflessi di luna,
e ti avvicinavi lenta, ai nostri piedi oramai scalzi...
E finivamo per invidiare il privilegio della malinconia,
perché poteva restar ancora in attesa della prossima ora,
che maltrattata dal tempo scorre via
in cerca del suo disordine,
per strappare ancora un altro giorno, ...a quel giorno.
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Andrea Palermo
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