Il Tempo Volge al Bello
Giuseppe Buro
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Il corpo mio che si invecchia l’emiciclo
indefinito lascia solchi nella carne e dal
cuore venti e canti di quel tempo il maestrale.
Sulla terra ancor vagiti nuove vite
a dar manforte allo spazio navigato,
tu che implodi sii serena ti accompagno
fino all’alba.
Poi sul letto della sposa ci saranno
fiori e rose.
La solitudine è artefice del tempo
siamo assenti del futuro ad attendere
fantasmi fantasie di lunghi abbracci,
improbabili ritocchi.
Impietose luci all’alba sulla rotta dei misteri
dove vibra la mia attesa, ora l’anima assapora
la delizia che già langue e d’intorno fughe
e attese e l’incanto che rimane.
D’improvviso puntualmente la giornata
volge al bello, quanta smania negli anfratti
e il solco del domani s’allontana dolcemente.
©
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Giuseppe Buro
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