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Sociale 17 maggio 2019 · lettura 3 min · 1015 letture

Siamo diventati schiavi del cellulare

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Un tempo s’impiegavano i tamburi o il fumo per trasmettere i segnali, adesso abbiamo tutti il cellulare per fare dei messaggi personali. I tempi son cambiati, ma in peggio, perché si vive in modo virtuale, i figli in casa con i genitori s’incontran solo a Pasqua ed a Natale! Non ci si vede più come una volta, i figli con gli orari più diversi ..., i genitori presi dal lavoro ..., in casa si comportan da dispersi! Sul tavolo allestito per mangiare non c’è più spazio per poggiare i piatti, ci sono i cellulari dei figlioli e dei lor genitori stupefatti che guardano sorpresi le bottiglie, cucchiai, forchette insieme coi coltelli ..., non sanno dove mettere i bicchieri ... e il pranzo resta ancora sui fornelli! Lo spazio è diventato risicato, ci vuole un altro tavolo da parte al fine di poggiare le pietanze e tutto ciò che serve, ma in disparte! La tavola che serve per mangiare si usa per far scorrere il dito sul cellulare ormai considerato uno strumento troppo riverito! Si mangia con la destra, e la sinistra si usa per far scorrer le rubriche col pane in mano, squilla il cellulare e il tavolo ... si colma di molliche! Comanda il cellulare in ogni cosa, il proprietario ormai non conta niente, è solo lo strumento che dirige i personaggi in modo diligente! Un tempo c’era il dialogo in famiglia, s’organizzava tutto conversando, adesso per promuovere una gita si mandano i messaggi digitando! Sul tram, sul pullman, pure sulla metro si vedono persone conversare tenendolo premuto sull’orecchio, poi scendono e continuano a parlare! La sera il cellulare, è cosa nota, vien posto acceso sopra il comodino e squilla nel momento inopportuno lor quando c’è il piacere più divino ... e come sempre rompe l’armonia in quegli istanti pieni d’effusione, sarebbe meglio spegnerlo qualora la coppia sta godendo la passione! Il cellulare ormai è diventato un oppressore che ci rende ignavi, comanda lui e noi siam sottomessi al suo volere come degli schiavi! Siam come in libertà condizionata e non viviamo senza il cellulare, ci sembra ch’è essenziale come l’aria che ci dà facoltà di respirare! La nostra libertà è resa schiava da quest’oggetto che non pesa niente, son pochi grammi senza un gran valore, però ci rende servi totalmente, perché lo sguardo è fisso su di lui! E non possiam neppure lavorare se nelle mani abbiamo quest’oggetto! Lo stiamo ogni momento a controllare se squilla o se ci sono dei messaggi! Che cosa siam costretti a sopportare, non abbiam tempo per poter parlare, la nostra vita ... è in mano al cellulare!
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Noi tutti oggigiorno passiamo buona parte delle giornata guardando e controllando il nostro cellulare. Dai ragazzini agli anziani è diventata una pessima abitudine, non ci guardiamo più in faccia, non ci salutiamo più come una volta, siamo letteralmente schiavi del cellulare, è inutile negarlo, siamo di fronte ad una escalation di indifferenza verso il prossimo, a tavola ci portiamo il cellulare, la notte resta acceso per ogni evenienza, non siamo più padroni della nostra bella vita.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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A volte la schiavitù si traveste da finta libertà. (Antonio Terracciano)

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