E sorridi dei nostri affanni
antonio giuseppe perrone
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Tua figlia mi ha detto
che hai fatto di testa tua,
non volevi più disturbare.
Poi non so come e perché
ti sia venuta questa idea.
Ho capito: tu ne hai viste tante
di queste situazioni,
di promesse, mai mantenute.
Nella tua esistenza,
nella tua lunga esperienza:
Guerra, fuga, fame.
Dormire in montagna al freddo.
Sotto le stelle a sognare
una nuova vita per noi.
I giovani di adesso vogliono tutto e subito.
Non si danno da fare
tanto ci siamo noi a pensarci, dicevi.
Eri stanco di questo andazzo,
che non sentivi tuo.
E quindi hai smesso di mangiare.
Sei andato via in silenzio,
senza disturbare.
Stamattina sono entrato al bar
per bere il mio caffè.
Ho sfogliato il giornale,
poi ho alzato la testa,
nell’angolo, il tuo tavolo, la tua sedia
continuano a guardare il lago.
Ora, magari, le notizie le conosci in anticipo.
E sorridi dei nostri affanni.
©
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L'autore
antonio giuseppe perrone
Nello scrivere cerco di esternare al meglio il sentire, il riflettere con me stesso. Talvolta ci riesco. Sono nato a Minervino Murge, il cosiddetto Balcone della Puglia, ma vivo da oltre quarant’anni vicino a Lecco. A distanza di un anno che scrivo su questo sito, ho imparato tanto. Quello che mi sembrava inizialmen
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