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Uomini 14 luglio 2019 · lettura 1 min · 751 letture

Atelier

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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La piccola figura apparsa -da quale spigolo?- parla col mio pensiero già prima che alla tempia sia rintrono. Lui che amministra la follia delle mie nocche vuote mi fa un bilancio di ectoplasma -tale divento, pane al suo sorriso. Lo chiama il tempo mi muore in faccia lento tronchetto erboso che si affloscia. Nelle orbite ho pianeti sconosciuti, il pugno della mia esistenza picchia sui muri per fuggire a ieri, al non sapere se aggrapparmi e dove se ho scelto il poco eterno di poppe madide di una compagna per l’illusione di non essere un niente d’ossa al cospetto di un niente dalla statura enorme, addio empatico che latra rinchiuso nella nicchia. Ora, chi mi resuscita?
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Ispirata a “L’assassinio del commendatore”, Murakami Haruki

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


...superba ispirazione... (Lia)

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