Nei gemiti lascivi a rendere
Colandomi addosso fino ai lombi
il tuo sguardo languido lenisce
è indolente il tuo mostrare pelle
all’orlo del mio fiato bagnato.
Posso arruffare il ventre che offri
gemendo all’unisono di fusa
fra rive di lenzuola scoscese
nel letto d’anelito che scorre.
Incidi le porte col mio nome
tenendo le chiavi fra le pieghe
di labbra imbronciate di lussuria
umettando il periplo di lingua
lucida esca golosa attrae
mi perdo nell’affannata voglia
carne protendo in concavi greppi
misurando l’infinita corsa
e ti offri ad ogni fragile incastro
premendo sinuosa le tue curve
nei gemiti lascivi a rendere
-vuoti d’amore da accatastare -
©
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Commenti (2)
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Morpheaemozionale2 gennaio 2008
sei carezza di ventre, hai scoperto quanto sei indelebile nell'eros... sei matrice dell'eros
Paolo Ursaia2 gennaio 2008
Eros, ardente, di carne e d'anima; e, sempre, eleganza di tocco.
