Come l’ultimo petalo di rosa

Non ancora lo sguardo avea fissato
nell’azzurro dei sogni,
e ancora amava questa terra viva
e germogliante; e il mandorlo rivide
fiorire, eppure il glicine
ornare di corimbi
la ringhiera di ferro!
Passò, col vento ancor di primavera,
l’olezzo dell ‘ulivo più prezioso,
sul volto scheletrito, e pianse sola,
pregando, tra un sospiro e poi un altro,
tra un silenzioso gemito
e l’altro successivo!
Sfiorì l’albero giallo
dai grappoli vistosi, e, come l’ultimo
petalo d’una rosa,
s’è poi staccata dal cespuglio in fiore,
ha reclinato il capo e alfin si è spenta!
Gli occhi malati e turgidi,
non rividero i prati rinverdire,
e non sentì il sussulto
di primavera, per le membra scarne,
l’ansia d’un mondo sempre rinascente!
E né la nera rondine
le tenne compagnia dalla grondaia,
e né le ha dato vita la fragranza
dell’arancio fiorito!
Altro giardino volle coltivare
e se n’é andata, volgendo il suo ultimo
amorevole sguardo ed il sospiro,
l’ultimo, del suo grande, immenso amore!
Or sorride dall ‘alto e manda giù
a mucchi, alle persone care, i petali
vellutati del nuovo suo giardino!
©
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Pregiata poetica. Da dove è ora manda petali (Francesco Rossi)
intrisi d’amore alle persone care. (Francesco Rossi)
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