Come l’Alba
Andrea Palermo
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Erano così
imperturbabili le venature
fredde incise
nel marmo,
ed il tuo volto nudo
che si posava
su di esso.
Ti guardavo
trattenere la luce nelle mani
e la calma
delle labbra che tentavano
di sentirsi libere,
nella malinconia effimera
della mattina.
Eppure
non avevi paura d’assaggiare
l’amaro
calice della notte,
e le gocce di rugiada
che restavano su di esso,
in bilico.
Quel desiderio,
prepotente scalpello su di noi,
e l’attesa
nei tuoi occhi,
bagnati d’infinito
nella quiete che sapeva
d’addio.
Le nostre immagini
che ad ogni singolo millimetro,
si sciolgono
dileguate nel bianco,
ed i tuoi passi
che volgono
restii.
Ti vedo andartene
nel vetro opaco dal respiro,
i tuoi capelli
tra i lacci di filigrana,
eppure saprò
che un giorno sei stata mia
come l’alba.
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L'autore
Andrea Palermo
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