La paura addosso

Come cristallo fragile in frantumi,
a terra sei finita annichilita
col volto tumefatto;
sul corpo squarci e lividi dovunque:
carne abusata, lacere le vesti;
resta soltanto il pianto e la paura,
l’angoscia che perdura!
Mani crudeli soffocano le urla;
la paura ti gela e resti muta,
immobile, subisci la sua furia!
Un silenzio che urla di paura:
paura per i figli e del futuro,
paura di soprusi e di vergogna,
paura di fuggire e denunciare;
paura che ritorna
tutte le sere che rientra a casa
e... continui a subire!
Ed ogni giorno identico dilemma:
fuggire, denunciare oppur restare!
Un tunnel senza via di fuga! E... cedi!
E cedi alla violenza, come un martire
che apre le braccia attendendo la fine:
l’ultimo gesto di follia dell’uomo!
Sei diventata un alito di vento!
Ricurva in un dolore sordo, gemi;
cresce il silenzio nel corpo sconfitto,
cresce il dolore e la voglia d’oblìo;
sepolti i desideri per follia
d’un attimo, in un marchio incancellabile
di donna offesa! L’anima sbranata,
avvilita, nel buio attende l’alba!
©
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