Parole
Paolo Ursaia
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Ammiro
la vostra calda indignazione
che erompe da affannati petti,
in strepiti e parole di condanna.
Ratti,
v'associate,
sotto bandiere di rivolta,
pronti,
com'è vostro dir,
a farvi carico
di sociale impegno.
Ma,
o cultori
dei massimi sistemi:
ove siete,
quando
agir si deve,
e non a parole
apparire?
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (4)
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M
Mara604 gennaio 2008
Sottile ironia, per le facili indignazioni e le tante parole che seguono le tragedie... seguite dal nulla.
M
Morpheaemozionale4 gennaio 2008
e poi tutto finisce nel dimenticatoio e fa solo che male
M
Maria Francesca4 gennaio 2008
Poesia scritta con passione, colma di sdegno per il vaniloquio che è assolutamente improduttivo
Fippo24 gennaio 2008
purtroppo è un tema che lascia sconcertati... subito tutti in prima fila... con gli occhi di circostanza poi tutti latitanti per sempre... brutta società

