Vortice

Fu senza luce l’alba di quel giorno
e venni risucchiato, a mia insaputa,
come in un gorgo, che girava attorno,
tremendo e cupo, in libera caduta.
Abisso oscuro, senza più ritorno,
là sprofondava l’anima perduta.
Nel turbinio dei sensi tutt’intorno,
scorreva nei pensieri la vissuta
vita, di sogni colma e di futuro,
nell’alba grigia allor svaniti al vento!
S’udiva un’eco lugubre, un lamento:
era il mio pianto lungo e prematuro;
ma venne in mio soccorso, non invano,
in quel vortice atroce, la tua mano.
E come in sogno arcano
strappasti me dal gorgo dolcemente;
sentivo il tuo respiro nuovamente.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi28 dicembre 2019
La poetica presenta aspetti introspettivi essenziali, la dinamica della caduta e poi la rinascita attratta dalla mano tesa. Sciolto il verseggiare.
