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Ribellione 13 gennaio 2020 · lettura 3 min · 1792 letture

Auschwitz – Birkenau

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Ad Auschwitz sotto la neve, il fumo acre di carne innocente bruciata nei forni saliva lento, portando ceneri e atrocità nel vento... Otto sono i triangoli di colore diverso appesi dai nazisti sul petto per distinguere persone che hanno la sola colpa di esistere. Omosessuali, zingari, oppositori fuoriusciti, malati di mente e handicappati, testimoni di Geova, lesbiche e prostitute. Ad ognuno il suo colore. Doppio triangolo giallo per gli ebrei, triangolo rosso per i comunisti, tutti subiscono orrori mai visti. Ad ognuno odio e terrore. Qui l’uomo che si sente superiore e onnipotente non è più uomo, il cielo non è più cielo, i bambini non sono più bambini... Vago abbracciato al dolore nel lager delle grida disumane e dei successivi infausti silenzi, colgon le bestie a piene mani le vite innocenti. Tutti sanno di questo orrore immondo ma sono indifferenti, silenzio del mondo. Anche il Vaticano ai nazisti fa il saluto romano. Alti e doppi fili spinati elettrificati negano ogni via di fuga ai condannati. Treni con vagoni piombati pieni di esseri umani come bestie stipati, continuano ad arrivare su strade ferrate che nessuno percorre e dove il nulla scorre. Scende il bestiame da macellare, subito avviene la selezione e di madri dai figli la divisione. Vecchi e bambini al disotto dei dodici anni vengon subito avviati ai forni, salvo quelli, usati da Mengele per esperimenti. Gli altri insieme agli adulti abili a lavorare vengon lasciati vivere fra immani stenti. Stipati in baracche nel fango dormon su letti di legno senza alcun riscaldamento. Si muore nel campo ma anche si nasce, ai neonati è riservato in gelida acqua, l’affogamento. Proseguono veloci intanto le docce gasate ferve l’accatastamento dei morti nei forni, la cenere è dispersa nel vento. Cala il sipario, nulla riprende la vita si arrende. E quando irrompe alla fine l’armata rossa e libera il campo resta solo la cenere, di più di un milione di persone. Trova solo fosse comuni capelli di donne rasate, bambole rotte, abbandonate, scatole ammassate di Zyklon B, mucchi di vecchie scarpe di vecchi occhiali di scure valigie. Pochi i sopravvissuti larve umane che s’aggirano nel campo mentre appare fermo e finito il tempo. Mai più cieli limpidi niente progetti per futuri domani tutto ormai è cenere nelle mani. Tra echi di urla e terrore ormai muti tra i fantasmi dei cari inceneriti, portano i sopravvissuti esplosioni nel cuore di morte e dolore che nulla può cancellare. E tu madre che cerchi il tuo bambino non chiedere a nessuno, esci dal recinto dell’orrore e cerca nei campi intorno ad Auschwitz e cerca nei boschi di Birkenau, e cerca tra gli alberi, lì troverai la sua cenere, ma non piangere...
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Ripropongo questa poesia con relativa video - poesia corredata di immagini dell’orrore, per ricordare ciò che mai deve essere dimenticato. Di tanti genocidi avvenuti e che ancora avvengono, nella storia umana, Auschwitz forse non è il più rappresentativo ma sicuramente è uno di quelli in cui sono avvenute atrocità indicibili. Quando politica e religione hanno gli stessi obbiettivi (e la seconda guerra mondiale è stata anche una guerra di religione) è incredibile ciò che l’uomo può fare ad altro uomo.20 gennaio 2021
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Ho letto + che poesia un ottimo saggio. (Francesco Rossi)

Il mio saluto (Francesco Rossi)

Francesco Rossi, quando si scrivono poesie sugli (Giuseppe Mauro Maschiella)

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per futura memoria dettagliate descrizioni (Giuseppe Mauro Maschiella)

degli orrori. (Giuseppe Mauro Maschiella)

Complimenti Giuseppe Mauro (Sara Acireale)

Senza parole, bellissima (Antonella Garzonio)

Mauro... ! (Marinella Fois)

Poesia che non può non commuovere (Giacomo Scimonelli)

Un caro saluto Mauro (Giacomo Scimonelli)

Commenti (3)

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Sara Acireale13 gennaio 2020

Cosa dire più di ciò che ha descritto dettagliatamente il bravo e sensibile Poeta? Quando partivano i treni degli orrori per condurre i deportati nei lager, in molti sapevano ma non avevano il coraggio di opporsi ai nazisti, la paura aveva il sopravvento. Questi anni del 900 che si concludono con la fine della seconda guerra mondiale sono caraterizzati da ferocia e disumanità e sono i peggiori del secolo scorso. Come ogni anno il 27 gennaio viene celebrata "La giornata della Memoria" per non dimenticare, per fare in modo che i revisionisti vengano smascherati perché LA STORIA NON SI CANCELLA e non si cambia.

Marinella Fois20 gennaio 2020

Una descrizione perfetta di quei tempi che ci auguriamo non tornino mai più!

Giacomo Scimonelli26 gennaio 2020

Versi che parlano da soli... Una descrizione necessaria che serve per coloro che non possono nemmeno immaginare le brutalità di un periodo storico terribile. Esseri umani, adulti e bambini, trattati come bestie... Bambini ed innocenti che venivano bruciati per diventare cenere... semplice cenere che anneriva il cielo... Una vergogna che purtroppo non è riuscita a cancellare le cattiverie ...cattiverie che anche oggi macchiano di vergogna molti uomini di potere, in ogni parte del mondo. La cosa, che personalmente mi fa arrabbiare maggiormente, è solo una... La totale indifferenza di molti... Versi che commuovono e coinvolgono