Ester

E più non sopportando quel lamento
del popolo in catene e prepotenza,
si mosse ardita e usò la sua avvenenza
contravvenendo al regio impedimento.
Bella d’incanto, eretto il portamento,
in quel salone immenso entrò,pur senza
farne richiesta al re e in sua presenza
parlò della sua gente e del tormento,
ché a quell’atroce giogo sottoposto,
in schiavitù viveva, ma un decreto
regio, voleva presto la sua morte.
Il re, incantato stava e provò tosto
grande pena, scoperto quel segreto
e si scusò per quella orrenda sorte.
S’aprirono le porte
allor del cuore al re, che immantinente,
la mano di Ester prese dolcemente;
s’incamminò,potente
sovrano e innanzi al popolo, pietoso
si dimostrò e sorrise generoso!
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