60 lettori online · 355.923 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale mauromaschiella.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giuseppe Mauro Maschiella
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Introspezione 11 febbraio 2020 · lettura 2 min · 1424 letture

La solitudine

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
+ Segui
La solitudine è quella stanza buia e mesta che ormai copre la mia testa, di cui non riesco ad aprire né porta né finestra. Sento là fuori un allegro vociare a cui vorrei, ma non posso partecipare. Mi sono confinato nel mio silenzio soffocando dubbi ed emozioni, percepisco dure sensazioni di malinconia e malessere, cerco un sorriso che può smettere di esistere. Sento nella struggente pena, come di solitudine è figlia la tristezza! Non un cane alla porta che ti regali un osso, che ti faccia compagnia, con te trascorra il tempo, ascolti il tuo tormento. E non sai come stare ora che ti spaura il vento che impazzisce, e ti sconsola il pianto della foglia che cade fuori dalla tua finestra. Solo, solo come un pensiero mai pensato, come una parola mai pronunciata. come un cane abbandonato, in un deserto sterminato percorro abissi, cammino nei gorghi della solitudine, sopra voragini di disperazione, di noia, con gli anni che sono venuti e sono andati, con giorni tutti uguali, solitari. La nostalgia percorre la via dei ricordi che dove vissi rivanno e non posso andar con loro. Non ho più lacrime salate, non ho più voglia d’amare, né interesse a reagire. Un mostro infido carezza il corpo e la mia testa, mentre passa il tempo col suo sorriso finto che mostra ogni giorno e strugge il pensiero mio che s’arrende al desiderio dell’oblio. Chi sono io ora? Un vagabondo negli oceani del tempo nel passato che non torna, solo dei ricordi resta il canto. I miei cieli sono pieni di oscure nuvole, pioggia fredda cade sulla mia solitudine. Senza più lacrime resto colui che si è chiuso a lungo termine, colui che è partito e più non è tornato.
♥ 1 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Un verseggiare intenso sf. Complimenti (Alberto De Matteis)

Poesia per riflettere... complimenti (Sara Acireale)

Poesia intensa e commovente... Uno sfogo... (Giacomo Scimonelli)

Uno sfogo che può solo aiutare per ripartire... (Giacomo Scimonelli)

Piaciuta ed apprezzata... Un abbraccio Mauro (Giacomo Scimonelli)

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Alberto De Matteis11 febbraio 2020

Un monologo introspettivo sulla solitudine che lascia il lettore in una profonda riflessione. Chi è solo ha una sofferenza indescrivibile, è come trovarsi in una stanza buia e mesta, è come un vagabondare senza alcuna meta. In queste condizioni un aiuto esterno può fare uscire da questo tunnel. Versi molto intensi.

Sara Acireale11 febbraio 2020

Si può essere soli per scelta ed è benefica questo tipo di solitudine. Molte volte, però, la solitudine non è cercata e nemmeno voluta ma avvolge l’essere umano come una spira velenosa soffocando i suoi sentimenti. La solitudine può diventare una condanna se non si fa qualcosa, se non si cerca un modo per socializzare e non rimanere ai margini della società.

Giacomo Scimonelli16 febbraio 2020

Voglio essere sincero. Questi versi li sento miei. La solitudine è una brutta bestia. Sentirsi soli è come morire lentamente giorno dopo giorno. La gente vive la propria vita e non riesce nemmeno a percepire il grido silenzioso di chi si sente solo; di chi sente escluso. Capitano questi momenti... si sa. Ma reagire è obbligatorio. La vita deve essere vissuta, nonostante tutto. Sempre e comunque. Si devono trovare nuovi stimoli... un qualcosa che dia significato ai giorni che passano e non aspettano. Spero e sono sicuro, che questo sia solo uno sfogo; uno sfogo di un’anima sensibile che si ferma a riflettere. L’autore sicuramente ha passato un momento negativo ed è giusto sfogarsi. Ma il pessimismo deve dare spazio anche alla speranza. SEMPRE