Estetica per il neurone
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Come se a un tratto divenisse
patto d‘imitazione
il canto dello storno dà un Presto
e poi chiusura in un Rondò.
Uccelli noti? Note!
l’ordine dei passeri in fila sulle righe
coi becchi schiusi e il senso estetico.
Rubato, carpito da udito desto?
corpo imprendibile di sfinge
va in cifra al rebus per il neurone che sfavilla.
L’ombra persino
proietta mille briglie
-sbriglianti- da un altro mondo. Si allunga
il piede, curioso senza staccare
l’altro. E vola su per una stele
senza più stele: lemmi, e quanti,
benedetti. Formule e pennellate,
campiture a colli di bottiglie, a colli
di cavalli leggeri pegasi
libere nuvole
che il vento annette in traversate mistiche
spine di pioggia, tornano
radici in relativo caos.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...letta e riletta... bellissima... (Lia)
Commenti (1)
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carla vercelli16 febbraio 2020
Direi che dai magnifici versi della poetessa si riesce ad udire il concerto di Mozart, ispirato da uno storno domestico. La natura ha senz’altro una sua intrinseca estetica che va colta, vista e ascoltata. Molto apprezzata!

