L’ho vista
Stefano Acierno
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La conosco,
l’ho vista
la morte.
E la scorgo vicina,
immancabile,
tragica,
decisiva e banale
che di me,
a saldo,
ogni cosa
incassetta e disperde.
E a ridare valore
soffierà un po’ dovunque
lo spirito,
ancora,
laddove io sono stato
meno che misera parte,
ma che strano è pensare
che poi tutto continui
anche senza di me.
Cose solite le mie:
l’ospedale, i parenti
quella nebbia nella mente,
il dolore
e poi un po’ di chiarore.
Però il mondo barcolla,
e la storia vacilla
e il futuro è scomparso
e c’è il tempo trascorso,
e ricordi!
Immediati e taglienti
(altri calmi e diafani).
Senza il tempo,
capisco,
senza un termine,
breve,
non ha senso la vita.
Un miracolo breve.
Lo rintraccio,
ora è chiaro,
definito,
ricompreso il mio tempo.
Ecco i volti,
i momenti
o miei strani atteggiamenti.
Lancinante la vita,
breve,
lunga,
un abisso,
finito.
Ma
devo ancora ultimare qualcosa.
E ho bisogno
di difendere ancora il mio mondo.
Fino al punto di "tornare"!
Io ci sono,
sono qui
con quegli altri che andranno.
Ma mi fermo.
Così va la mia mente...
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