Nuovo secolo in fiamme
Sento i suoi passi sempre più vicini,
riconosco la tristezza delle nostre mani
che si stringono di sguardi e pensieri
e si domandano se mai come ieri
torneremo a cogliere le rose di maggio
con la serenità dell’azzurro
che oggi appare racchiuso
nell’umida tristezza del giglio
che stringe nei suoi stami
l’angoscia severa
di un nuovo secolo in fiamme.
Muri di cemento, filo spinato,
pane calpestato!
per umiliare la fame degli oppressi.
Anche la terra si ribella
vestendo di un bianco sudario
le fila di bare innocenti
che attendono sulle pire ardenti
di essere purificate.
Più niente sarà come prima
ci ripetono gli esperti dei mantra.
La follia del cielo ha spento
la stella polare della pietà
lasciando la parola a chi,
con lingua virtuosa, propaga il virus
dell’angoscia e dell’odio.
Il nostro amore non è diritto alla vita,
e la tua dolce ironia sfidando la sorte
lascerà nella volta celeste
una costellazione di ginestre infiammate
per segnare i pendii scoscesi della Montagna
quando raccoglievamo tra le spine
le more selvatiche
Mentre altri rovi infestavano il tuo grembo.
©
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