Isolamento
Antonio D’Auria
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Questa luce scroscia
e sorprende stamani,
indugiante già nei socchiusi fumi
intorno a un’emicrania.
Se poi sei ad un passo dal mare,
destarsi prende forma dal suo umore.
Dunque sole d’aprile,
aria meno affilata di ieri.
Facile sconfiggere le coltri
più difficile immaginare
quando le pareti torneranno
ad avere un varco.
Ancora
confettura di ciliege e caffè amaro?
Ti spiazza palpabile
il disagio che scivola verso la rabbia
per la morte del tuo frigorifero,
per l’acquitrino nel freezer,
per il perché proprio ora.
Ma l’affanno presto rallenta
perché indietreggi in penombra
e respiri sincrono
sul risveglio delle sue labbra.
Lei è con te.
L’angoscia di chi annega da solo
zavorrato da morbo,
non per dolce naufragio,
è ora lontana?
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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Marisa Amadio4 aprile 2020
Un piccolo, grande di questi tempi, inconveniente ispira versi incantevoli. Complimenti!

