Queste mani vuote

Mi perdo nelle strade silenziose,
tra vicoli sperduti e senza luce,
ricolmi un tempo d’allegria e rose
e fiori variopinti e mi conduce
la troppa sofferenza dell’orrore
di questi giorni spezzati da un vento
letale e osservo un mondo che già muore
nel mentre s’ode l’eco d’un lamento
senza fine, rinchiusi in quarantena
dietro finestre buie e senza vita.
Ogni domanda soffoco e ogni pena,
per le risposte vane e senza uscita
e il grido forte al cielo resta muto,
strozzato il gola in questa primavera,
dove lontano il sole s’è perduto
in ogni strada scura e fredda sera
come il silenzio che serpeggia e nuoce
mentre l’angoscia preme senza voce.
Stringendo al petto queste vuote mani,
già vedo incerto e scuro il mio domani!
©
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