Buona Pasqua al tempo del coronavirus
E’ Pasqua, ma le chiese sono chiuse,
intorno non c’è più quell’atmosfera
d’un tempo, profumata d’allegria,
che s’intonava con la primavera.
Restiamo tutti chiusi dentro casa
ad aspettar la fin dell’emergenza,
ma stiamo scivolando in depressione,
abbiamo terminato ... la pazienza!
E’ Pasqua, c’è un silenzio pauroso,
gli auguri solamente al cellulare,
oppure sul computer sempre acceso,
ma niente inviti al pranzo familiare!
Intorno vige un clima molto strano,
un clima che purtroppo non s’arresta,
ci mancano gli amici ed i parenti,
non si respira l’aria della festa!
La macchina l’abbiam dimenticata,
nemmeno a Pasqua si può più girare,
domani ch’è Pasquetta ... tutto fermo,
un’altra festa ... da dimenticare!
Inutile star sempre a lamentarsi,
abbiamo preso atto che il contagio
s’espande sempre più in tutto il mondo,
perciò dobbiam conviver col disagio!
La Pasqua ch’è una festa religiosa
...ridotta a un’avvilente clausura,
non ci sono i regali, né gli abbracci,
perché perdura ... il senso di paura!
La settimana santa vuota e triste,
vietato organizzar la processione,
ma pure la pazienza non è eterna ...
così facendo andiamo in depressione!
In questo modo c’hanno tolto tutto,
tra poco ... viene il venticinque aprile
un’altra bella festa nazionale,
quel giorno passerà fra tanta bile!
Appresso verrà pure il primo maggio,
ma noi saremo ancora prigionieri,
rimpiangerem le gite fuori porta ...,
per ora abbiamo solo ... i dispiaceri!
L’amabile colomba zuccherata
quest’anno non trasmette la dolcezza,
perché purtroppo ha perso il suo sapore,
adesso ha un sapore di tristezza!
E l’uovo al cioccolato è tradizione
che il bimbo l’apre in preda alla sorpresa,
nel mentre i grandi chiusi dentro casa
aspettano soltanto ... la ripresa!
Quest’oggi ... è una Pasqua incolore,
non ci possiamo stringere la mano,
in casa non si può neppure stare
vicini ed abbracciati sul divano!
Mi chiedo ... ma che male abbiamo fatto
per condannarci all’isolamento?
Il virus, ci ha ridotti in questo stato:
lasciandoci in un perfido tormento!
E’ Pasqua, ma non suonan le campane,
è Pasqua senza il Papa che saluta,
la piazza è vuota, non c’è più la gente,
la tradizione ... ha avuto una caduta!
Dobbiamo pazientare con fiducia,
purtroppo è una condanna che ci tocca ...,
contiamo sulla massima pazienza ...
con le proteste chiuse nella bocca!
In casa non c’è voglia di far niente,
son già trascorse quarantun giornate,
ci stiam mordendo il fegato stremati,
le forze ... oramai si son svuotate!
Va bene è Pasqua, dobbiam celebrare
la festa in modo eccelso e religioso,
però senza neppure andare in chiesa,
mi sembra un festeggiare vanitoso!
Allor facciamo finta d’ignorare
la sofferenza e gli animi distrutti,
seppure in forma ... solo virtuale
gridiamo al mondo: “Buona Pasqua a tutti! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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