Dies irae

E tutto s’inabissa e l’universo
si capovolge e rotola in profondo
scompiglio; cade come fosse perso
l’ordine che teneva stretto il mondo.
Trascina tutto un forte vento avverso
in un enorme buco senza fondo
dove ogni luce è spenta e non c’è verso
più d’arginare questo finimondo,
ché la furia del cielo si confonde
a quella d’aria e del mare in tempesta;
la terra si ribella e spinge le onde
che fuori si riversano e non resta
più nulla: solo macerie e sgomento,
forse una prece, un flebile lamento!
Regnano: smarrimento,
disperazione e grida di dolore,
la paura, le tenebre e il terrore
d’un Dio vendicatore;
nel dì dell’ira e del giudizio eterno,
premio di luce o pena dell’inferno!
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