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Riflessioni 21 aprile 2020 · lettura 1 min · 1073 letture

Italiamia

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Pasquale Vulcano 322 poesie pubblicate
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Tu, della civiltà fosti la culla, fu Roma "Caput Mundi", d’un impero sì vasto che i confini nel pensiero, la realtà ben oltre poi li annulla! Durò ben lungi l’onere e l’onore e fosti guida ai barbari d’allora! Italia amata, questo non si ignora ma il tempo si scordò del fausto albore! Di gente senza scrupoli legali sei diventata serva e di tiranni, sei nota solamente per gli affanni, per le ferite e tanti guai e mali! Sei tremebonda senza più coraggio, distesa come vittima immolata; il tempo passa, sempre tanto amata; sprigiona dalle ceneri quel raggio che illumini il cammino da seguire; cotanta altezza mai potrà finire! Risorgi e vinci il male che or serpeggia e altera e a testa alta poi festeggia!
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sonetto elisabettiano rinforzato/ schema metrico: ABBA CDDC EFFE GHHG II LL

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Pasquale Vulcano
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