Italiamia

Tu, della civiltà fosti la culla,
fu Roma "Caput Mundi", d’un impero
sì vasto che i confini nel pensiero,
la realtà ben oltre poi li annulla!
Durò ben lungi l’onere e l’onore
e fosti guida ai barbari d’allora!
Italia amata, questo non si ignora
ma il tempo si scordò del fausto albore!
Di gente senza scrupoli legali
sei diventata serva e di tiranni,
sei nota solamente per gli affanni,
per le ferite e tanti guai e mali!
Sei tremebonda senza più coraggio,
distesa come vittima immolata;
il tempo passa, sempre tanto amata;
sprigiona dalle ceneri quel raggio
che illumini il cammino da seguire;
cotanta altezza mai potrà finire!
Risorgi e vinci il male che or serpeggia
e altera e a testa alta poi festeggia!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!