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Riflessioni 24 aprile 2020 · lettura 3 min · 1379 letture

I viaggi della fantasia

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Ho sempre viaggiato in mari tropicali, in isole lontane su spiagge con sabbia bianca e fine. Paesaggi che ancor porto nelle illusioni e nei sogni nei desideri e negli sfondi di stati d’animo profondi, e ciò che vedo e quel che sento è ciò che sono. I miei viaggi sono gratis, con la fantasia ho percorso milioni di chilometri nella vita, ogni volta torno alle origini nel mio mondo interiore curando ferite e dolori. Sento il desiderio persistente di fuggire in quelle isole lontane in quest’era in cui le giornate son di morte offuscate. Mi scava il cuore questa lenta pena, che graffia, ma invita a ricordar che non è l’uomo padrone della vita. Ora attorno a me è l’esteso strazio delle sirene per chi resta pallidi volti sulla finestra. Strade vuote, visi senza sorriso silenzio assordante. Geme la terra, tristemente soccombe a ciò che han definito guerra, ma non è guerra perché vivi senza resistenza e mentre piove l’angoscia muori senza gloria. La colonna dei camion è partita, senza cuore, senza un fiore, chiede vendetta e urla un dolore, che non si riesce a sopportare, chi ha sbagliato deve pagare. Vanno nell’aria sommesse preghiere illusioni di speranza, canzoni dai balconi, manca la verità, manca ai morti il rispetto di chi è responsabile di questi giorni di lutto. Nelle nostre case infiniti i giorni guardando un pesco, un fiore dopo l’altro se ne va scandendo il tempo. Quando finirà? Atterrata l’effimera potenza dell’uomo, finirà come ogni cosa, resterà l’amarezza, nei bambini paura ed incertezza, continua il suo viaggio il tempo, resterà il pianto e la memoria come sempre disciolta nel vento. Cosa cambierà? Tutto e niente, la storia insegna che dopo ogni pestilenza guerra, fame e morte, vince sempre il più forte. Ci sarà tanta fame e povertà, i buoni saranno più buoni i cattivi sempre più cattivi i ricchi sempre più ricchi, il mondo dei parassiti globali farà lucrosi affari. E tornerete voi muti ad ogni approdo non sarete altro che di catene un suono, brevi tonfi di remi di malinconiche barche, in condizione di perenne agonia, nell’eterna lotta fra Davide e Golia. Tenetevi voi questa vita bastarda, tenetevi il progresso di plastica e catrame nero con il cellulare in mano, il mondo di fandonie che non vi porterà lontano. Geme il mio nomade vento d’un suono vago, e mi porta ancor la fantasia nel posto a me più caro. Torno bambino, schivo resistenze ascolto il suono vuoto della speranza, guardo l’orizzonte passa una vela candida e si perde. Labile il passo, nei miei ultimi giorni ancor viaggio. Il sole ancor consola la mia spiaggia tropicale solitaria e vuota. Improvvisa vedo sulla spiaggia turbinar la sabbia, mi travolge il passato ridotto ad ombre. Del resto si sa, non si scappa dalla sorte, anche i viaggi della fantasia sono tra la vita e la morte.
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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poeta! Buona serata (Stefana Pieretti)

Soñar no cuesta nada... e poi, mai dire mai! (Franca Merighi)

La fantasia è un salvagente... un ottimo rimedio (Giacomo Scimonelli)

per combattere la tristezza; un rimedio momentaneo (Giacomo Scimonelli)

ma utile... un caro saluto Mauro (Giacomo Scimonelli)

Brvo Mauro, grazie per avermi fatto viaggiare (Marinella Fois)

nella realtà! cari saluti.! (Marinella Fois)

Commenti (4)

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e
emiliapoesie3924 aprile 2020

terre lontane e spiagge bianche baciate dal sole e nella bellezza della natura l’armonia del cuore e del sentimento va oltre ogni umana fantasia... si respira aria da sogno e un senso di relax ti prende la mano. molto piaciuta ...

Stefana Pieretti24 aprile 2020

sognare luoghi di dolce bellezza spiagge bianche e assolate dove si respira serenità fa bene in questi momenti di grande tristezza e dolore. versi ben cadenzati, molto apprezzata lirica

Giacomo Scimonelli27 aprile 2020

Un testo molto ricco. L’autore ripercorre le varie tappe di questo terribile momento e accosta, il presente al passato, senza tralasciare il futuro. La cattiveria, la crudeltà e il menefreghismo, fanno parte del DNA di molti esseri umani. Nulla è cambiato e nulla cambierà;la bontà e il bene, dovranno sempre lottare. L’autore, per allontanare questi pensieri, tristi e malinconici, ha trovato una soluzione; si può evadere con la fantasia; si possono raggiungere paradisi e luoghi sereni e magici. Con la mente è possibile volare e viaggiare, anche se alla fine ci si ritrova travolti dal passato; un passato ridotto ad ombre. Diversi stati d’animo e sensazioni, convivono dentro questo testo, così come la delusione, la gioia, il dolore e la speranza

Marinella Fois30 aprile 2020

Non si fugge dalla pandemia che incatena ricchi e poveri, almeno in questo siamo uguali, ma il poeta allontana la mente dal dolore, che si spiaggia in luoghi a lui cari.