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Sociale 1 maggio 2020 · lettura 3 min · 851 letture

Il nostro futuro è coperto dalla nebbia

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Sessanta giorni chiusi dentro casa e senza avere alcun divertimento! Sessantatre milioni di italiani costretti ad un crudele isolamento! Ed ora se vogliamo andare a spasso dobbiamo usar le note mascherine, il virus c’ha costretti a questa lotta! Si spera, quanto prima, c’abbia fine! C’impongono diverse direttive che spesso non ci trovan consenzienti, ma servono a combattere il contagio, dobbiamo dimostrarci assai pazienti! Bisogna entrare nei supermercati con una mascherina e con i guanti, misure contingenti e necessarie, perché son procedure riguardanti l’igiene e soprattutto per lo scopo d’eludere il pericolo costante del virus che s’infiltra dappertutto con una frenesia terrificante! Restiamo nell’attesa che qualcosa si muova in senso chiaro, positivo, viviamo col morale sotto ai piedi, lo spirito anche lui è negativo! Guardiamoci negli occhi e confessiamo che ci sentiamo tutti assai depressi, ancora qualche giorno e finalmente riprenderemo in man quegli interessi che in tutti questi giorni sono stati abbandonati per la costrizione d’un claustrofobico isolamento che c’impediva ogni conclusione! Però la situazione resta ancora drammatica pei morti quotidiani che restano piuttosto numerosi ..., delitti sconvolgenti e disumani! E non possiam neppure prevedere che cosa ci accadrà in un futuro per quello che ci sta già succedendo ... si naviga in un fiume malsicuro! Guardare avanti senza alcun assillo, cercando di sentirsi costruttivi al fine d’evitar la depressione ed altri sentimenti negativi! Però ci serve pure di toccare con mano certa (come San Tommaso) qualcosa di concreto, di reale che renda il nostro cuore persuaso! Sennò dobbiam convivere in un modo del tutto discordante e pernicioso dal solito cliché tradizionale che ricordiamo alquanto delizioso! Dovremo abituarci a tralasciare ogni altra consuetudine nostrana, perché non si potrà più trattenere in un contesto di natura insana. Il virus c’ha colpito all’improvviso, frenando ogni dovuta ribellione, così ci ritroviamo con le mani legate senza fare opposizione! Quel viscido bacillo si diverte, abusa della vivida pazienza e ci costringe a sacrifici enormi, viviamo in uno stato d’emergenza! Convivere col virus è tremendo, drammatico, non è l’alternativa, ci condiziona oltre ogni misura, la vita resta senza prospettiva! Vogliamo ritrovar la nostra vita insieme a comprovate sicurezze, ne va del nostro stato di salute per un futuro pieno di certezze!
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La situazione ancora non si è stabilizzata, siamo in balìa di un morbo che non vuole cedere le armi, giorni e mesi con l’angoscia nel cuore in attesa di notizie positive, la gente è paziente, però a lungo andare anche la pazienza lascia a desiderare, perché il senso di libertà ci appartiene per vivere la vita in modo normale. Purtroppo le esigenze impongono l’emergenza e in questa condizione ci dobbiamo adeguare a vivere da prigionieri in casa, aspettando che la vicenda verta al positivo affinché possiamo tornare alle nostre attività quotidiane che ci mancano molto.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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