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Sociale 6 maggio 2020 · lettura 3 min · 1013 letture

Una storia all’ombra del coronavirus

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Imperversava il virus sull’Italia e, soprattutto, sulla Lombardia aveva ucciso tanta, troppa gente, colpita dalla grave epidemia. Si stava nella fase meno acuta, però la vita era ancora invasa da tanta angoscia e sempre per dovere si rimaneva chiusi dentro casa. ...... ... ... Squillava il cellulare ed ho risposto: “Sì, pronto?” Una donna ha replicato: “Mi scusi, non volevo disturbarla, è Mirko Della Rocca, l’avvocato?” Dal tono della voce mi sembrava ..., ma forse mi sbagliavo, ho ribattuto: “Non posso far nessuna consulenza, mi spiace tanto, grazie, la saluto! ” Ma quella m’ha gridato con fermezza: “Volevo saper solo s’eri vivo, con questo virus che sta decimando la gente come fosse un diversivo, l’angoscia m’ha portato a ricordare il nostro grande e passionale amore, ma tu avrai avuto mille donne, m’avrai di certo esclusa dal tuo cuore! Mi chiamo Margherita, ti ricordi? Volevo assicurarmi ch’eri vivo! Nel mio palazzo sono morti in tanti, ho l’animo distrutto e sopravvivo con la disperazione in fondo al cuore e prego per color che m’hanno amata, mi sento sola ed ho una gran paura, perdonami ... e scusa la chiamata! ” Sorpreso nel sentirla in apprensione ho subito risposto con dolcezza: “Che dici Margherita, stai tranquilla, non cedere alla crisi di stanchezza! Adesso vengo a prenderti di corsa, ma dimmi dove abiti, tu scendi, aspettami nei pressi del portone, purtroppo sono tempi assai tremendi! ” E, poco dopo, con la mia vettura raggiunsi Margherita lì in attesa, salì accanto a me e via di corsa, m’accorsi ch’era ancora molto tesa e con la voce alquanto intimorita, m’ha detto: “Scusa tanto, ma volevo sapere solamente s’eri vivo, son tanti anni che non ti vedevo ... La vita ci ha divisi da ragazzi e non ci siam più visti, ne cercati, entrambi resi schiavi dall’orgoglio, eppure c’eravamo tanto amati! Mi son sposata con un tipo strano, dal matrimonio non voleva figli ed ho vissuto un rapporto ambiguo, non ero mai felice, ... che scompigli! Ma parliamo di te, ti sei sposato?” Ho sussurrato: “Pure la mia vita con la consorte è stato un gran tormento, aveva amanti ... come le sue dita! Così ci siam lasciati, ho divorziato! ” Ha aggiunto Margherita: “Che destino! Io t’ho pensato sempre con il cuore e per lo stress del virus assassino, tremavo pel timor che fossi morto! Su internet ho preso il tuo indirizzo e t’ho chiamato solo per sapere ..., al sol pensiero ancor mi terrorizzo! ” ... ... ... ... Per via del virus, morbo contagioso, ci furono dei baci ... trattenuti, si guardaron negli occhi impauriti, si sentivano dei ... sopravvissuti!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

NB.: I nomi dei personaggi e la vicenda suesposta sono frutto della mia fantasia, pertanto ogni riferimento a persone o cose, deve ritenersi del tutto casuale. In questi mesi in cui il virus ha imperversato senza scrupoli si sono create una infinità di storie che al momento ancora non sono venute alla luce, questa illustrata nei miei versi è solo una delle tante, le altre verranno in seguito quando tutto (speriamo) sarà finito. La paura per il contagio e le morti a seguire hanno reso gli animi distrutti dall’angoscia. Questa è una piccola storia umana.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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