Si spengono le luci

Cala il sipario, son le luci spente,
anche le voci degli attori smorte
e nella sala resta poca gente;
s’ode l’applauso sempre meno forte!
Tutto é finzione e non riman che niente:
un baratro profondo senza porte,
un vuoto immenso, un freddo che rasente
gela e spaura per l’incerta sorte!
Sul palco della vita a recitare,
solo parti che esaltano quel prode;
la maschera silente cela in viso,
il pianto soffocato col sorriso;
il buio accende poi quelle ore amare
e l’ombra inquieta nella mente esplode.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Piaciuta e condivisa. Buona serata. (Sara Acireale)
Rappresentazione azzeccata. Complimenti (Alessandro Sermenghi)
Commenti (1)
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Sara Acireale10 giugno 2020
È un sonetto bellissimo e scritto molto bene. Il Poeta conosce bene la metrica e la usa benissimo nei suoi versi. Anche il contenuto del sonetto è intrigante. Anche a me capita, quando vado a teatro, di riflettere sulle scene, sui personaggi e (devo convenire) che tutto è finzione: non soltanto a teatro ma anche nella vita reale. Piaciuta per contenuto e forma.
