Attento uomo: le donne non si toccano neanche con un fiore! si amano!

Un nodo in gola stringe e frena il pianto.
le lacrime raggela il gran dolore,
inutilmente a lui donasti il cuore,
per la felicità del primo canto!
Fugace fu quell’attimo d’incanto
ché il sogno s’avverava dell’amore,
allora profumavi come un fiore,
virgineo tempio il corpo, a lui soltanto
arreso e offerto senza titubanza!
Ma annichilita or tremi al tuo destino
che si mutò in orrore all’improvviso:
quel fiore immacolato fu reciso;
vittima appesa come un lumicino
che tremulo si spegne nella stanza!
Il sogno e la speranza,
accartocciati da brutale, nera,
sudicia mano, da mattina a sera!
Addio, la primavera,
in balia d’un carnefice feroce
che per terra ti lascia senza voce
e con disprezzo nuoce
la gelida carezza di cemento,
sputando in faccia il lungo suo tormento.
Resta sordo al lamento,
guardando immoto il corpo vilipeso:
esile fior,...da fiore urtato e offeso
Della ferita il peso,
senti! Cadi e ricadi sanguinando;
senza più volo resti sospirando!
Tu, donna, fino a quando
singhiozzi nel silenzio e tremi ancora?
Prendi coraggio e il sozzo mondo infiora!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!