Poeta onda
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Equilibrio e abbandono
del mare che controllo
il mezzo del mio fine -oh sì,
vertigine di nervi da quietare.
Io Palomar, se un flutto sale io sono
crociera d’occhi e disseziono
strascichi: in un puntiglio vigile,
e morto al mondo.
Vado perdendomi
per questo mal andare
e torno giù lungo le sponde
cerco armonie e rimedi
non conformi, in presagio
di un’onda porpora che unisca
i due emisferi cerebrali.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti Rita c’è impegno e bravura... b, sera (emiliapoesie39)
...sì...e un alto senso della scrittura... (Lia)
sempre belle ed impegnative poesie carissima S (carla composto)
Commenti (2)
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e
emiliapoesie3913 luglio 2020
introspezione profonda dell’esser o non essere il mare lo specchio dell’onda che oscilla e si trasforma speranza di vederlo ricongiungersi con la sponda per sigillare amore.
Francesco Rossi13 luglio 2020
Attraverso il nostro modo di essere incontriamo diverse dinamiche sociali che condizionano la mente, ai margini io trovo il tempo per ritrovate l’equilibrio centrale quello che arriva dalla centralina. Sempre di livello la poetica della Stanzione Rita.

