Quel silenzio doloroso delle donne
M’hai portato in una camera d’albergo,
t’ho seguito con la febbre dentro al cuore
e nel mentre mi spogliavo
per concedermi all’amore
io cercavo di capire cosa fosse
quell’intenso desiderio
che provavo verso te.
Sei entrato nel mio corpo
con la chiave del tuo fascino
e m’hai fatto sentir donna,
forse troppo intimamente,
da sconvolgere la mente
sì da renderla incosciente.
Ma in quell’attimo d’amore
ho provato come un ìncubo,
perché c’era in quell’amplesso,
ch’eseguivi freddamente,
un qualcosa d’indecente
che volevi fortemente.
Il più sacro, il più sincero sentimento
che una donna può nutrire nel suo cuore,
te l’ho offerto, in modo onesto,
sul vassoio dell’amore,
ma il mio prìncipe dei sogni
non poteva assomigliare
ad un tipo come te.
Ero nuda, come il giorno che son nata
e ti stavo regalando la mia vita,
ma durante quel rapporto
tu m’hai fatto sentir vuota!
Una favola d’amore ch’è svanita
tra le pieghe di un lenzuolo
che rideva insieme a te!
Sei entrato nel mio corpo
per rubare la mia anima,
ma del mio sincero amore,
così splendido e innocente,
non t’interessava niente!
Tu volevi solo il corpo,
per godere quell’amplesso
e di me, che sorridente,
ti baciavo dolcemente,
non t’interessava niente !
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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