L’eterna melodia che il cielo ammanta

Sì come batte l’onda sulla riva
e poi ritorna e ancora più s’infrange,
così la vita vaga alla deriva,
con giorni in cui si ride oppur si piange.
Guardo l’alcova vuota di lei priva
e nel ricordo il cuore ancor rimpiange
gli istanti in cui veniva qui furtiva,
a dilettare l’alma che or si frange
sul letto ove il deserto già sospira.
Resto qui, solo, mentre giugno esplode
col cielo terso e il mondo profumato,
con voli e canti e il vento che qui spira
con lieve brezza al cuore amareggiato
da quel ieri che dentro mi corrode.
Ma l’eco par che s’ode
della sua voce che rincuora e canta
l’eterna melodia che il cielo ammanta!
©
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