La paura mi tormenta anche di notte
Il raffreddore non mi lascia in pace,
mi soffio il naso tutte le mattine,
ho consumato cento fazzoletti
è un incubo tremendo, senza fine!
A letto non riesco a riposare,
respiro a bocca aperta ore ed ore,
non dormo più con quest’impedimento,
domani voglio andare dal dottore!
...... ... ... ...
...Il giorno dopo nell’ambulatorio
starnuti su starnuti all’infinito,
la mascherina era tutta invasa
di liquido piuttosto diluito ...
che mi scendeva lento lungo il collo,
i soliti clienti del dottore
mi stavano a guardar con certo sdegno
provando un vivo senso di stupore!
Mi sono tolto quella mascherina
intrisa, ma purtroppo, in quell’istante
m’è uscita una fiumana di starnuti
e son fuggiti via seduta stante.
Il medico sentendo confusione
è uscito dallo studio e con premura
m’ha messo il termo scanner sulla fronte
per misurarmi la temperatura.
Avevo circa trentanove e mezzo,
rimasto scosso in quella circostanza,
per non aver rimorsi di coscienza
ha subito chiamato l’ambulanza.
A bordo ho intravisto tre soggetti
con camicioni e maschere sul viso ...,
un clima di terrore nell’interno ...,
non c’era la parvenza d’un sorriso!
Appena siamo giunti all’ospedale
ricoverato dentro uno stanzone
strapieno di ammalati in fin di vita
m’han sottoposto subito al tampone ...
Di fianco predisposta già la bara
per una soluzione funeraria,
sentivo il mio cervello andare in fumo,
ma soprattutto mi mancava l’aria!
Correvan tutti da un malato all’altro,
un’atmosfera invero luttuosa,
l’angoscia penetrava nelle ossa,
la tremarella era assai stizzosa!
Però son risultato ... negativo,
pertanto si trattava d’influenza
e niente altro, stavo per fuggire ...
qualcuno m’ha bloccato con violenza!
Non mi volevan più lasciar uscire,
provavo un indicibile disagio
per il timore, molto rilevante,
di rimaner colpito dal contagio!
Un professore, in modo autoritario,
m’ha detto che dovevano appurare
la veridicità di quei controlli,
pertanto io dovevo pazientare!
Però rischiavo d’esser contagiato,
ma stare in quell’orribile reparto
provavo un’indicibile paura
che il cuore mi cedesse per infarto!
Con gli occhi chiusi per il gran timore,
sentivo sempre correr dappertutto,
in quell’ambiente c’era l’afflizione
ed avvertivo d’essere distrutto!
Credevano che fossi ... già defunto
vedendomi supino ed accasciato,
in due mi stavan già portando via,
ho dato un urlo forte, disperato!
Rischiavo veramente di morire ...,
ma di nessun aiuto ebbi bisogno ...,
perché da quell’assillo spaventoso
ne sono uscito, ... è stato un brutto sogno!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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