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Fantasia 1 settembre 2020 · lettura 3 min · 777 letture

L’inconsolabile dolore di una vedova

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Colei che tutti chiamano la Morte, vestita con un saio lungo e nero, si mise a fianco a me, m’abbracciò forte e, poi, con tono drastico, severo, mi disse: “Caro amico son venuta a prelevarti, gli ordini son questi, perciò non ti doler, chi si rifiuta, manifestando ritrosia con gesti alquanto scriteriati ed evidenti, peggiora solo l’ora di consegna, e, quindi, senza strani turbamenti, prepàrati, al destino che ti assegna soltanto un’ora per sancir le cose, disponi i familiari alla notizia, la moglie, le persone premurose e non ti far venire la mestizia! Il tempo della vita è terminato, perciò tralascia i pianti ed il dolore e pensa che sei pure fortunato avendo me a farti da tutore! T’aspetto qui seduta sul divano, però non fare il furbo, altrimenti, incorrerai in un castigo arcano, non puoi sottrarti a dei provvedimenti decisi dal Potere Celestiale di Dio, non si sfugge al Suo volere, ti prego solo d’esser puntuale! ” ... Passò un’ora, poi, a malvolere tornai in presenza dell’ambasciatrice di morte che mi stava ad aspettare. Appena che mi vide fu felice, in quanto mi doveva accompagnare dinanzi al Creatore della Vita. ...Appena che arrivammo in paradiso, Iddio con una mossa assai sgradita chiamò la Morte e, in tono assai deciso le disse: “Non è questo il designato, hai sbagliato di nuovo la persona, il nome ed il cognome è rispettato, ma questa è sempre stata onesta e buona, si merita una vita prolungata, col suo nome e cognome ci son sette soggetti, ma dissimili in portata, ovvero senza cariche provette! Riportalo nel mondo e chiedi scusa, però non farmi più di questi errori! ” La Morte tesa, timida e confusa, mi disse: “Vieni, ti accompagno fuori! Ma non pensavo che ci stavan tanti umani con gli estremi tutti uguali, ti chiedo scusa con i sensi affranti, torniamo nuovamente tra i mortali! ” ... ... ... ... ... ...Ho suonato alla porta, ...la consorte mi ha guardato ed è sbiancata tutta, per lei è stato un colpo alquanto forte, un’orrida sorpresa, molto brutta! Infatti m’è caduta tra le braccia, non si muoveva più, sembrava morta, aveva i nervi tesi sulla faccia ..., all’improvviso è apparso sulla porta un uomo alto, bello ed elegante (la Morte l’ha guardato assai sorpresa), doveva certo essere il suo amante ...! Appena che mia moglie s’è ripresa è subito fuggita verso il prato ... La Morte mi ha guardato ed ha sorriso, dicendo con un tono indelicato: “Sapeva che tu stavi in paradiso ...!”
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E’ una lirica dai toni un po’ particolari, un errore di persona in paradiso e il ritorno sulla terra precipitoso. La vedova nel frattempo invece di piangere il proprio congiunto in modo inconsolabile si è subito consolata con il sostituto facendolo entrare dentro casa e a quel punto la sorpresa è stata terribile sia per la moglie che per il marito deceduto e ritornato in vita, una tresca smascherata per un errore della morte!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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