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Sociale 18 ottobre 2020 · lettura 3 min · 724 letture

Come un gregge di pecore allo sbando

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Le pecore procedon tutte in fila seguendo quelle che gli stan davanti, a testa bassa, senza alcuna meta e senza iniziative rilevanti. Così ci comportiamo tutti noi, valenti, rassegnati cittadini che devono subir le imposizioni e vengono trattati da bambini. Nessuno s’alza in piedi per gridare la disapprovazione popolare, siam bravi tra gli amici o dentro casa ad essere scontenti e criticare. Assomigliamo veramente tanto al gregge delle pecore sbandate costrette ad andar dietro alle compagne da sembrar tutte ... telecomandate. Appena s’avvicinan l’elezioni siam pronti ad ascoltar tutti coloro che promettono sempre mari e monti con nuove prospettive di lavoro. In verità si sa che tutto questo gli serve solamente a far carriera, perché una volta entrati in Parlamento ...dimostrano la loro sicumera. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, diceva un vecchio motto ed a ragione in quanto sono un mondo d’egoisti ..., ma il popolo ogni volta non s’oppone! Ed ora col gravissimo problema di questa inaspettata pandemia, la gente s’è così disorientata da non trovare più la giusta via. Non si sa più da quale parte andare, perché non s’intravvede alcun futuro, viviamo alla giornata senza fare alcun progetto serio e duraturo. Se ci guardiamo intorno siamo vivi, però sembriamo tutti dei fantasmi, abbiam perduto il senso della vita insieme ai nostri facili entusiasmi. Siam come tante pecore allo sbando e procediamo senza incitamenti, perché davanti a noi non c’è futuro, continuiamo a vivere di stenti. L’Italia sta cercando di frenare l’ondata travolgente dei contagi, però per colpa di sconsiderati aumenta sia la lista che i disagi. Ci serve una severa reprimenda, sennò continuiamo con l’andazzo che i morti sono pochi e circoscritti e tutto questo suscita imbarazzo. La disciplina deve sempre stare al primo posto nella nostra vita, perché senza la quale è già scontato ... non si ritrova più la via d’uscita. Ci stiam lasciando andare alla deriva, siam tutti sulla barca ch’è sospinta dal vento dell’inutile speranza, in questo modo è fragile la grinta. Non siamo in grado di salvar l’Italia da questa crisi sempre più gravosa, nessun che s’impegna più di tanto e l’incolumità ... è nebulosa. Le pecore procedono nel gregge, però son tutte condannate a morte, ma noi che abbiamo un cuore ed un cervello dobbiamo avvalorar la stessa sorte? Sembriamo tante pecore allo sbando che aspettano la manna giù dal cielo! Se non c’impegneremo all’infinito ... ...dovremo constatarne ... lo sfacelo!
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Siamo un popolo d’oltre 60 milioni di abitanti, con oltre il 75% della popolazione che non ha ambizioni politiche o imprenditoriali a causa della povertà di risorse e si limita a vivere secondo le direttive che gli arrivano dall’alto, con decreti, tasse, ecc. dobbiamo obbedire e stare in silenzio, ne più ne meno come tante pecore nel gregge che vengono spinte dall’abitudine di seguire le altre che hanno davanti, ma le iniziative vere e proprie non riescono a prenderle in quanto prive di energiche possibilità, quindi rassegnate ad una vita quotidiana passiva. Ovvero come le pecore nel gregge.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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